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La piccola e media impresa online o offline? Questo è il dilemma

26/10/2017

Il Time Warner Cable Business Class ha esaminato come essere online o offline sia in grado di determinare il successo della piccola e media impresa, in base a ciò che pensano i consumatori.I risultati non piaceranno alle piccole e medie imprese che non hanno ancora un sito web e non sono presenti sui social network. 

Conquistare nuovi consumatori è sempre una sfida, soprattutto se nel frattempo si cerca di mantenere quelli fidelizzati. E troppo spesso la percezione da parte degli imprenditori è  quella di non cercare nuovi "mercati" perché tanto non serve. Questa è la giustificazione riportata spesso dai proprietari di aziende che hanno deciso di non rivolgersi al web con la loro impresa. Ma la verità è che questo errore potrebbe costargli caro.

La piccola e media impresa deve essere presente online per avere successo, e questo studio dovrebbe aprire gli occhi a quegli imprenditori che non sanno ancora quanto valga la pena connettersi con i propri consumatori. Ecco la risposta.

Il 50% delle persone intervistate nello studio ha dichiarato di essere meno propensa a fare acquisti da un'azienda che non dispone di un sito web, il 30% rifugge da chi non è sui social network. I numeri crescono fino al 66% per i Millenials, i consumatori dai 18 ai 34 anni. Poca differenza fa il tipo di prodotto o servizio che offrono. Le piccole imprese devono inoltre essere attive anche sui social network. Parlare di sé e fare personal branding. Messa a paragone con un'azienda online che offre lo stesso prodotto o servizio, gli utenti saranno più propensi a rivolgersi all'impresa che ha speso tempo per costruire una sua identità online. La percezione è che sia più presente, che voglia farsi trovare, che sia abbastanza consapevole di sé da raccontare la sua storia. E' un'azienda che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco e di aprire le sue porte agli utenti, come solo i social network sanno fare. 

Ma, attenzione: essere online ci fa diventare in qualche modo più vulnerabili. Ed è per questo che nello studio è emerso il tallone d'Achille di molte aziende: le recensioni. Secondo gli intervistati è fondamentale rispondere alle recensioni critiche con l'obiettivo di mantenersi i clienti. Un consumatore su cinque eviterà le imprese che non hanno risposto ai commenti negativi presenti sulle loro pagine. Tanto, ovviamente, dipende dal target. Il 73% degli intervistati tra i Millennials notano anche i particolari, come la foto dell'imprenditore nella storia dell'azienda sul sito web. Ebbene sì, benvenuti nell'era di Facebook!

La realtà purtroppo è che le piccole imprese non hanno alcuna strategia di marketing digitale. Una su cinque non investe, principalmente perché non ha la percezione che ne valga la pena. Non sa come seguire il consumatore, dove trovarlo, come usare in maniera ottimale strumenti come le Newsletter e i social per il marketing diretto. 

La buona notizia è che questo trend sta cambiando e i numeri sono in lenta crescita, non solo sugli ecommerce come abbiamo visto la scorsa settimana. E sicuramente queste ricerche possono aiutare gli indecisi a ripensare alle proprie stategie e investire un po' nel futuro (che è già qui).

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