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Aprire un e-commerce e un marketplace? Ecco cosa devi fare

aprire un ecommerce

Lo shopping online fa parte ormai del nostro quotidiano. Sono quindi in molti, artigiani o aziende, a chiedersi come si possa aprire un e-commerce o creare un marketplace in grado di offrire una vetrina che esprima al meglio ciò che si vuole proporre al pubblico. Scopriamo insieme quindi i passi necessari.

Aprire un e-commerce: i primi step

Per prima cosa, partiamo dalla forma giuridica della nostra attività commerciale. A vendere online possono essere le ditte o le imprese individuali, oppure società SRL, SRLS, SPA. Per abbattere le spese e avere una gestione dei costi e delle tasse facile da affrontare, meglio la forma di ditta individuale. Con la società ovviamente il calcolo dei costi è più complesso, ma in questa forma è possibile associarsi in più persone e non essere direttamente responsabili di eventuali debiti.

Quando parliamo di negozio online distinguiamo tre tipologie differenti, e dobbiamo decidere se vogliamo:

  • Aprire un’e-commerce: un negozio online in cui la vendita è gestita dal titolare del sito direttamente al consumatore finale;
  • Aprire un negozio in dropshipping: rispetto all’e-commerce, si vendono prodotti che non sono direttamente nel nostro magazzino, ma da un fornitore esterno;
  • Aprire un marketplace: una piattaforma web che serve a far comunicare i clienti con diversi venditori. Un esempio di marketplace è Amazon, Vinted, Luxury2Hands.

L’e-commerce aperto dovrà inoltre adempiere alle stesse regolamentazioni di un negozio fisico. Partita IVA con il codice ATECO giusto per il tipo di commercio che andremo a svolgere online. Non è possibile vendere senza partita IVA se stiamo aprendo un e-commerce. Possono vendere in questa modalità solo soggetti che hanno occasionalmente bisogno di proporre qualcosa a un utente. Per un’attività continuativa è necessario essere in regola giuridicamente.

Aprire un’e-commerce o un Marketplace significa rispettare inoltre una serie di obblighi informativi. I dati obbligatori che devono essere sempre su un sito web di e-commerce sono:

  • Condizioni generali di vendita (diritto di recesso, garanzia dei prodotti, spedizioni e consegna);
  • Privacy policy del sito web per informare gli utenti sulle modalità di utilizzo dei dati personali;
  • Cookie policy;
  • Conferma dell’ordine, un documento da inviare per ogni acquisto.

Quanto costa fare un’e-commerce?

Un’e-commerce ha di buono che i costi di gestione sono minori rispetto a un negozio fisico, non richiede affitti della sede o stipendi ai commessi, e permette un’organizzazione flessibile. Con la forma del dropshipping inoltre, non abbiamo neanche i costi di magazzino. Il prezzo non è fisso e dipende molto dalla forma giuridica che abbiamo scelto inizialmente. Siamo tra i € 200,00 per le ditte individuali che si iscrivono al registro delle imprese e fino a € 1000,00 per la SCIA. Con una società invece vanno sostenute le spese dal notaio e la costituzione di una SRL: circa € 1500,00 per una SRL e € 400,00 per una SRLS.

Da aggiungere i costi per il commercialista di fiducia, € 300,00 per un forfettario fino a € 1000,00 per una società. Se l’e-commerce vende prodotti alimentari deve informarsi anche sui certificati necessari per garantire la corretta cura e mantenimento della merce.

Poi, c’è il sito. Quanto costa fare un sito web e-commerce? Dipende, ovviamente, da molte cose: il tipo di prodotto, la quantità di prodotti, l’ottimizzazione per i motori di ricerca, e ovviamente la veste grafica che può fare tutta la differenza tra un’e-commerce di successo e un’impresa fallimentare.

Il discorso è ampio perché una cosa è aprire un’e-commerce o un marketplace, un’altra è fare in modo che funzioni. Per questo servono i professionisti: sono il tassello mancante tra un sogno e il suo successo nella vita reale.

Ecco due esempi di e-commerce di successo:

TuStaiACasa

D’Arrigo Gioielli

 

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